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Centenario della Stazione di Tokyo

Tokyo Station

20 dicembre 2014: i primi cento anni della stazione di Tokyo
Miglior porta d’ingresso e più eloquente biglietto da visita Tokyo non poteva avere: la sua stazione è una fedele cartina tornasole della città, in bilico fra il passato e la tradizione e il futuro, inevitabilmente frenetico.
Un secolo e non dimostrarlo: la stazione di Tokyo ha spento lo scorso 20 dicembre le sue prime 100 candeline, eppure grazie alla recente ristrutturazione (iniziata nel 2007 e conclusa nel 2012) non accusa certo i segni del tempo e rimane ancora oggi un simbolo del Paese.

Storia della stazione di Tokyo
La sua storia, in realtà, incomincia nell’Ottocento quando lo sviluppo della rete ferroviaria portò alla costruzione della linea di collegamento fra Shimbashi e Ueno: su questa, c’era bisogno di una stazione o, secondo la terminologia usata allora, di un central terminal.

Il primo nodo da sciogliere riguardò l’architettura: come possiamo vedere ancora oggi la stazione di Tokyo ha un aspetto decisamente occidentale e ciò è dovuto al fatto che, a quei tempi, in piena epoca Meiji il Paese stava vivendo un momento di occidentalizzazione.
Per questo, il bel progetto dell’ingegnere tedesco Franz Baltzer dalle linee marcatamente giapponesi dovette cedere il passo a quello di Kingo Tatsuno, dai tratti occidentali.
Il progetto di Tatsuno, in realtà, prese molto in prestito (per quanto riguarda la struttura) da quello di Baltzer; grazie al bottino della guerra contro la Russia del 1905, la stazione poté essere innalzata fino ai tre piani e un tetto a forma di cupola. Insomma, una signora stazione, bellissima a vedersi, ma anche molto forte.
Infatti, fu un vero miracolo che non crollò con il grande terremoto del Kanto (1° settembre 1923), di magnitudo 7.9; tuttavia, dovette invece arrendersi ai colpi degli americani che, nella Seconda Guerra Mondiale, bombardarono la stazione (25 maggio 1945) e distrussero completamente la cupola e il terzo piano.

Nel 1947, venne costruito il tetto a forma ottagonale che, nella mente dei progettisti doveva essere qualcosa di transitorio. In realtà fu realizzato in maniera così magistrale da rimanere lì per i successivi 60 anni.

La ristrutturazione del 2007
Il tempo trascorreva e le istanze di una ristrutturazione si facevano sempre più pressanti: fra le opinioni su come riqualificare la stazione c’era chi voleva cambiare architettura e adottare qualcosa di più moderno e chi, invece, voleva rimanere fedele a quella tradizionale. Questi ultimi, infine, ebbero la meglio: nella ristrutturazione iniziata nel 2007 (costo 625 milioni di $ e oltre 780.000 operai impegnati nei 5 anni di lavoro) si è optato per una riproduzione così fedele al progetto di Kingo Tatsuno che, laddove con il tempo si erano persi dei fogli di costruzione e gli appunti, si è proceduto per analogia, cioè colmando le lacune studiando altre sue opere.
I lavori di ristrutturazione sono stati svolti principalmente di notte, quando – dall’una alle quattro – la stazione è chiusa: in ossequio all’originale progetto, è stato ripristinato il terzo piano e un grandioso intervento ha riportato all’antico splendore l’edificio Marunouchi, celeberrimo per i due tetti a forma di cupola che, secondo alcuni, richiamerebbe la stazione di Amsterdam (similitudine sempre fortemente rigettata da Kingo Tatsuno).
La riqualificazione della stazione di Tokyo è stata, dunque, un elogio del progetto originario, con una piccola eccezione: la progettazione di un sistema antisismico di ultima generazione. Uno strappo alla regola sicuramente molto apprezzato anche dai più conservatori.

Il centenario
Il compleanno della stazione è stato festeggiato alla grande, con mostre e dolcetti per l’occasione.
Una prima mostra, di carattere prettamente storico, ripercorre con parole e immagini, poster e film la lunga e movimentata storia della stazione (sapevate, ad esempio, che proprio qui ci sono stati due attentati a due diversi Primi ministri giapponesi? Takashi Hara venne pugnalato mortalmente nel 1921, mentre Osachi Hamaguchi venne raggiunto da colpi di pistola nel 1930 ai quali sarebbe da addebitarsi la morte, avvenuta alcuni mesi dopo. Entrambi gli attentati sono ricordati in una targa commemorativa) e una sezione dedicata all’architetto Kingo Tatsuno (1854-1919). In programma alla stazione fino al 1° marzo 2015, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Pezzi e articoli giornalistici d’epoca dedicati alla stazione sono invece esposti alla Railway History Exhibition Hall (indirizzo 1-5-3 Higashi-Shinbashi, Minato-ku, Tokyo, a 4 minuti dalla stazione di Shinbashi, ingresso gratuito), in occasione di una mostra di più ampio respiro sull’evoluzione dei trasporti come occasioni di svago. In programma fino al 22 marzo (chiuso il lunedì) dalle 10 alle 17.
Al Railway Museum nella Prefettura di Saitama, invece, nella mostra dedicata allo sviluppo della linea ferroviaria Shinbashi – Ueno, sono esposte immagini d’epoca relative alla tratta e fotografie di Tatsuno e Baltzer impegnati nello studio e nella progettazione della stazione di Tokyo. Fino al 16 febbraio 2015, tutti i giorni dalle 10 alle 18.
Fino al 14 febbraio, invece, nei pressi dell’uscita Yaesu sarà invece installata “Tokyo Colors” un’innovativa e suggestiva composizione di oltre 3000 luci led progettate per oscillare alla minima folata di vento, compresa quella causata dai passeggeri che gli passeranno accanto.

Inoltre, per festeggiare il compleanno della stazione di Tokyo sono stati messi in vendita dei deliziosi dolcetti per l’occasione: Yoku Moku propone una simpatica confezione ispirata al mondo delle api. Un croccante wafer a forma esagonale e cesellato come un alveare è il pezzo forte. Oppure che ne dite di assaggiare alcune rivisitazioni nel gusto e nell’aspetto dei famosissimi Tokyo Banana o una cheesecake da portarvi come spuntino durante il tour della città?
Beh, lasciatevi tuttavia suggerire di riempirvi almeno gli occhi con il dolcetto a forma di stazione di Tokyo di Awaya So-bey, una delizia non solo per il palato ma anche per la vista!

Oltre ai treni c’è molto di più
La stazione di Tokyo oggi è un nodo di collegamento primario nella vita del Paese: secondo alcune stime, qui passano più di 350.000 viaggiatori ogni giorno, passeggeri delle 14 linee e dei 3000 treni che transitano qui. Inoltre, da qui passa la Tokaido Shinkansen, semplicemente la linea ferroviaria ad alta velocità più utilizzata al mondo!
L’edificio Marunouchi, con i suoi caratteristici mattoni rossi, è senz’altro l’immagine che rimane più impressa della stazione di Tokyo: all’interno, ci sono otto dei segni zodiacali cinesi; il pian terreno misura circa 182.000 metri quadri e spesso si trasforma in una galleria di arte contemporanea che ospita opere legate al mondo dei trasporti.
Fra i servizi offerti ai passeggeri, fa sempre piacere sapere che c’è la connessione Wi fi free.
Oltre alla funzione prettamente legata alla ferrovia, la stazione è un centro pulsante della vita della capitale giapponese: qui si viene per prendere un treno, certo, ma non solo. Fare shopping, rilassarsi o mangiare qualcosa viene naturale fra queste mura, complice una vasta offerta di servizi e negozi che fanno sentire accolto chiunque.
Se avete un languorino, potrete scegliere fra Kitchen Street e Tokyo Ramen Street, entrambe nei pressi dell’uscita Yeasu: per un assaggio super di ramen e tsukemen vi consiglio senz’altro Rokurinsha. Non stupitevi se trovate coda sin dal mattino: ai giapponesi il ramen non dispiace affatto come prima colazione.
Con la pancia piena potrete poi godervi in tutta tranquillità i bellissimi negozi di souvenir: Tokyo Character Street sarà la vostra mecca se adorate Hello Kitty e Pokemon mentre se preferite portare a casa qualche dolcetto, puntate su Tokyo Terminal Cookies o Brick Bread.

Se siete appassionati di storie alternative e segreti, vi farà infine piacere sapere che dalla stazione si dipana una fitta rete di tunnel sotterranei, fra cui quello che unisce la stazione con l’ufficio postale centrale e diversi corridoi che collegano la stazione di Tokyo a sei stazioni secondarie.

Bella e resistente, viva e frenetica, interessante e mai banale: cosa volere di più da una stazione che ha cento anni, ma sprizza energia come un’adolescente?

 
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