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Il gioco del Go

Il Go è un antico gioco da tavolo di origine cinese, oggi ampiamente diffuso anche in Giappone e Corea.

Si tratta di un gioco strategico per due persone, giocato su una “scacchiera” (detta goban) formata da 19 linee verticali e altrettante orizzontali che formano 361 intersezioni, sulle quali i due giocatori posano alternandosi le  oro pedine (dette pietre, solitamente bianche e nere).

Tali pedine non verranno più spostate, ma a determinate condizioni vengono tolte dal goban. E’ frequente l’uso, per fini principalmente didattici, di goban ridotti con 13×13 o 9×9 intersezioni. Una versione tibetana del gioco prevede regole leggermente diverse e un goban costituito da un reticolo 17×17. Obiettivo del gioco è il controllo del maggior numero di intersezioni libere nel goban.

Un proverbio del Go dice che nessuna partita è mai stata giocata due volte, il che è anche verosimile considerato che ci sono circa 4,63×10170 diverse posizioni possibili su un goban 19×19.

Le regole in breve
Le regole del Go sono semplici ed eleganti. Possono essere riassunte come segue:

– Due giocatori, “Nero” e “Bianco”, giocano su un goban disponendo di un numero illimitato di pietre del proprio colore.

  • Inizialmente tutte le intersezioni sono vuote (o libere) ovvero il “campo di gioco” all’inizio non contiene alcuna pedina.
  • I due giocatori si alternano. Comincia Nero.
  • Ogni giocatore può posare la propria pietra su una intersezione libera.
  • – Le pietre dello stesso colore che si trovano su intersezioni adiacenti (in senso verticale o orizzontale, ma non in diagonale) si dicono collegate.
  • Due o più pietre tra di loro, direttamente o indirettamente, collegate formano un gruppo. Anche una pietra isolata può essere considerata un gruppo (il più piccolo dei gruppi, evidentemente).
  • Ciascun gruppo di pietre ha un certo numero di intersezioni libere attorno a sé, prendendo in considerazione solo quelle collegabili in senso orizzontale o verticale, non in diagonale. Il numero di intersezioni libere sono dette libertà del gruppo.
  • Sul goban non possono esistere gruppi senza libertà. Se l’ultima libertà è stata tolta dall’avversario, allora le pietre di tutto il gruppo vengono allontanate dal goban in quanto il gruppo viene catturato (o ucciso).
  • In seguito alla cattura di pietre o gruppi, non è lecito ricreare sul goban una situazione precedente (regola del  ko).
  • Quando un giocatore passa la mano senza giocare, l’altro può continuare a giocare.
  • Quando entrambi i giocatori passano, la partita si considera conclusa.


A partita conclusa:

  • Si determina l’appartenenza dei territori:un territorio appartiene ad un giocatore se si ritiene di comune accordo che l’avversario non riuscirebbe a giocarci dentro senza essere ucciso. Nel caso di disaccordo ciascuno giocatore può mostrare all’altro l’appartenenza riprendendo la partita per tale scopo.
  • Si contano i punti di ciascun giocatore.
    Prima di fare ciò si mettono nel territorio dell’avversario tutte le pietre che gli sono state catturate. Le pietre dell’avversario intrappolate nel proprio territorio vengono tolte e anch’esse messe nel territorio dell’avversario.

Per ciascun giocatore si contano le intersezioni libere rimaste nei propri territori.

  • Vince chi ha un maggior numero di intersezioni libere. Ciò che conta realmente non è il numero di intersezioni libere, ma la differenza tra le intersezioni libere dei due giocatori.

A livello pratico ci sono delle leggere varianti alle suddette regole che però non ne cambiano il contenuto.
La principale di queste varianti consiste nel gioco con handicap per equilibrare la disparità di livello dei due giocatori.

 
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