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Il racconto di Mario

Avere una passione e raccontarla, senza fretta. Questo è il modo migliore per Mario, curatore del Nihon Japan Giappone per proporre contenuti interessanti ai suoi lettori.
Oggi ci parla del suo viaggio nella terra del Sol Levante.

Mario Aprea

1) Il tuo blog mi sembra davvero molto ben curato. Qual è la tua ricetta per proporre contenuti interessanti per gli utenti?
Innanzitutto devi avere una grande passione per la cultura giapponese e non avere fretta di pubblicare un articolo, ma trovare il tempo per cercare informazioni e magari verificarle di persona o aggiungere qualcosa di personale che ti ha colpito.
E poi, forse, devi farlo non per lavoro ma come hobby, deve proprio essere un’attività che ti piace fare, come sedersi a tavola con gli amici e raccontare una cosa bella.

2) Quando ti trovi a partire per un viaggio a lungo raggio come ti comporti? Organizzi ogni cosa o parti gestendo tutto una volta in loco?
Per questo tipo di viaggi mi avvalgo sempre dell’aiuto di Simona che mi comincia a tartassare in largo anticipo per prenotare tutto, ma non per la paura di non trovare direttamente sul posto, ma solo per poter usufruire di offerte online che ci permettono di mantenere un budget di viaggio abbastanza basso.

3) Il Giappone a detta di molti è una terra meravigliosa, c’è qualcosa di questo luogo che ti ha affascinato in modo particolare?
Su questa domanda potrei scrivere un libro pieno di cose, ma te ne racconterò solo qualcuna.
Mi ha colpito dormire sul futon in case di 500 anni con il tetto ancora di paglia.
Pregare all’alba con i monaci buddisti di Koyasan e mangiare il loro incredibile tofu.
Stare seduto sul tatami nuovo e sentirne l’odore, mentre alla finestra, dopo il temporale, si mostra ai nostri occhi il monte Fuji in tutta la sua bellezza.

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4) In Giappone il galateo impone atteggiamenti molto diversi dai nostri. Ad esempio quello che in occidente è ormai una consuetudine, come soffiarsi il naso in pubblico, mangiare e bere camminando per strada o mettere in mostra i propri tatuaggi, nella terra del Sol Levante può essere interpretato come un segno di maleducazione. Tu come hai gestito questi divieti? È stato difficile abituarti a non tenere certi comportamenti?
In realtà no, avendo fatto i compiti a casa sapevamo bene cosa aspettarci e poi, noi ci adattiamo sempre alle usanze del luogo in cui andiamo, altrimenti non avrebbe senso viaggiare.
L’unica cosa che posso dire, è che i fumatori si sentiranno un tantino messi da parte, ma per fortuna ho smesso di fumare da una vita 🙂

5) La cucina giapponese è famosa per il sushi e il sashimi, oltre a queste due pietanze cosa ci consigli di assaggiare?
Ho scoperto che quello che è famoso da noi non lo è tanto in patria, d’altronde le cose più buone che ho mangiato sono il Ramen, specialmente quello di maiale (tonkotsu), il natto a colazione che molte persone nemmeno assaggerebbero, i curry (karee) udon, il sashimi di cavallo e un’infinità lista di cose che mettono il sushi un pochino in un angolo.

6) Per quanto riguarda i mezzi di trasporto? Cosa ci suggerisci di usare per spostarci all’interno di una città? E per andare da una città all’altra?
All’interno della città, la metropolitana è comoda da usare e assolutamente capillare, specialmente in città come Tokyo e Osaka dove si incrocia con tantissime linee di treni cittadini e regionali. Certo costa abbastanza, bisogna calcolarlo.
A Kyoto e nelle città minori sono molto comodi i bus turistici e quelli di linea che spaccano il minuto e hanno comodi pass giornalieri che ti consentono di prenderli tutti.
Per spostarsi tra le città, il modo migliore è prendere gli Shinkansen, i treni veloci, ricordandosi di comprare il Bento da consumare sul treno.
In questo caso se non avete il Japan Rail pass dovete centellinare gli spostamenti perché i treni veloci costano molto.

7) Raccontaci qualcosa sulle architetture giapponesi, sono molto diverse da quelle occidentali?
Per Simona, la prima cosa che colpisce è proprio questa sensazione di trovarsi in un altro mondo dove tutti i canoni dell’architettura sono stravolti.
C’è un equilibrio tra gli antichi templi in legno e i moderni grattacieli che non troverete in nessun altro luogo del mondo e tutto sembra stare al posto giusto.
Ma quello che più mi sorprende sono i piccoli vicoli pieni di lanterne luminose che si alternano a quelli moderni pieni d’insegne colorate, che creano un’armoniosa e romantica visione.

Grazie

 
Japan Rail Pass
 

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