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Il racconto di Tommaso

Tommaso Baldovino, web designer di professione, ha una grande passione per telefilm, videogiochi, fotografia e viaggi.
Oggi ci racconta della sua esperienza in Giappone, delle sensazioni provate visitando Miyajima e dei piatti tipici del Sol Levante.

Tommaso in Giappone

1) Il tuo blog mi sembra davvero molto ben curato. Qual è la tua ricetta per proporre contenuti interessanti per gli utenti?
Cerco sempre di raccontare le mie esperienze in modo da dare indicazioni utili a chi mi legge, trovando il giusto equilibrio tra diario personale e approfondimento. Sono nati così tutti i resoconti dei miei viaggi, uno dei tanti argomenti che affronto su TomStardust Diary. Mi piace anche soffermarmi su tecnologia, musica e gaming: passioni che sono un tema ricorrente nella mia vita e che mi piace condividere.

2) Quando ti trovi a partire per un viaggio a lungo raggio come ti comporti? Organizzi ogni cosa o parti gestendo tutto una volta in loco?
Mi piace organizzarmi e pianificare in anticipo: non sempre definisco il programma completo, ma non sopporterei l’idea di essermi perso qualcosa visitando un luogo per la prima volta.
Vi è mai successo di tornare da un viaggio e rendervi conto troppo tardi di non avere visto un posto fantastico? È una cosa che cerco di evitare a tutti i costi organizzandomi prima, almeno con una lista di luoghi turistici, locali, ristoranti, punti panoramici, o attrazioni a seconda della destinazione.

3) Il Giappone a detta di molti è una terra meravigliosa, c’è qualcosa di questo luogo che ti ha affascinato in modo particolare?
Mi è rimasta impressa fin da subito la differenza culturale: è un mondo completamente diverso dal nostro, ed è un’esperienza che consiglio a tutti anche solo per allargare i propri orizzonti e conoscere altri usi e costumi. Mi è rimasta particolarmente impressa la gita a Miyajima dove splendeva un sole fantastico, e devo citare senza dubbio anche l’atmosfera magica del santuario Fushimi-Inari che con i suoi 1000 torii rossi avrete sicuramente visto almeno in fotografia.

Tommaso a Miyajima, Giappone

4) In Giappone il galateo impone atteggiamenti molto diversi dai nostri. Ad esempio quello che in occidente è ormai una consuetudine, come soffiarsi il naso in pubblico, mangiare e bere camminando per strada o mettere in mostra i propri tatuaggi, nella terra del Sol Levante può essere interpretato come un segno di maleducazione. Tu come hai gestito questi divieti? È stato difficile abituarti a non tenere certi comportamenti?
Conoscevo le abitudini diverse dei giapponesi, ma non ho mai avuto particolari problemi, pur cercando di ricordarmi cosa avrebbe potuto dare fastidio altri. In realtà i giapponesi sanno benissimo che gli europei hanno usanze completamente diverse, e non vi faranno mai notare di esservi comportati nel modo “sbagliato”.

5) Molti miei lettori hanno paura di non riuscire a farsi capire perché l’opinione diffusa è che l’inglese non sia parlato quasi nulla in Giappone. Durante il tuo viaggio come hai comunicato con i giapponesi?
È vero, i giapponesi che parlano inglese sono pochi, sicuramente una minoranza. Dipende molto dalla zona e dalle persone con cui sia ha a che fare, ma la cosa positiva è che chiunque cercherà di aiutarvi anche senza capire quello che state dicendo.
Dopo il primo giorno di normale confusione non sarà comunque così complicato orientarsi: tutte le indicazioni sono quasi sempre in doppia lingua, e l’incredibile organizzazione vi aiuterà non poco a capire in che direzione andare, dove mettervi in fila per salire su un treno, o come ordinare al ristorante.

6) La cucina giapponese è famosa per il sushi e il sashimi, oltre a queste due pietanze cosa ci consigli di assaggiare?
Il sushi non è l’unico piatto giapponese degno di nota, anzi! Rappresenta solo una piccola parte di quello che potete trovare tra le strade delle città. Se passate da Hiroshima dovete assolutamente provare l’okonomiyaki, magari da Okonomimura: un intero palazzo con decine di piccoli locali, dove quello è l’unico piatto servito in innumerevoli varianti.

7) Per quanto riguarda i mezzi di trasporto? Cosa ci suggerisci di usare per spostarci all’interno di una città? E per andare da una città all’altra?
Dipende dalla città e dalla lunghezza del viaggio, ma se avete in programma di spostarvi tra più città (ad esempio Hiroshima, Kyoto e Tokyo) è assolutamente conveniente fare il JR Pass per non pagare il prezzo esorbitante dei treni ad alta velocità. Occhio che è possibile acquistarlo solo prima di partire, facendoselo recapitare a casa. In città come Kyoto la metro è abbastanza inutile e conviene spostarsi in autobus, mentre a Tokyo la metro è indispensabile. Il JR pass potrebbe tornarvi utile anche per questo: ad esempio per alcune linee di metro a Tokyo, o per il traghetto verso Miyajima.

8) Raccontaci qualcosa sulle architetture giapponesi, sono molto diverse da quelle occidentali?
Tutta l’architettura giapponese del passato ha un fascino incredibile, impossibile da ritrovare altrove. Per questo motivo trovo fantastica Kyoto, così come tutti i luoghi dove è possibile assaporare secoli di storia, da Nara a Miyajima, passando per il Fushimi-Inari e Nikko.
D’altra parte però ci sono degli scorci di Tokyo che nella loro modernità devono essere assolutamente visti almeno una volta nella vita. I grattacieli non sono così diversi da quelli delle grandi città americane, ma sono sempre uno spettacolo. In più non capita tutti i giorni di trovarsi davanti un Gundam gigante (ad Odaiba).
Troppi luoghi da vedere, sempre pochissimo tempo per esplorarli tutti!

Grazie

 
Japan Rail Pass
 

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