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Novembre in Giappone: tante feste tradizionali

Karatsu Kunchi Matsuri
Karatsu Kunchi Matsuri

Hakone Daimyo Gyoretsu

Una visita ad Hakone la consiglio sempre ma a novembre a maggior ragione: l’autunno incalza e se pensate che una vera giornata primaverile sia un’utopia fino all’anno prossimo, qui godrete di uno splendido clima mite naturale. Ma non solo: il giorno 3 (che è festa nazionale Bunka no hi – Giornata della cultura) ci sarà anche l’entusiasmante e folkloristico Hakone Daimyo Gyoretsu ad attendervi con un vero e proprio salto nel tempo.

Un imperioso avvertimento “Giù, giù, arriva il signore (inteso come padrone feudale)” annuncerà l’arrivo di un solenne corteo composto da coraggiosi guerrieri samurai e romantiche principesse, circondati da stuoli di valletti che portano armamenti di vario genere (spade, archi e frecce, pistole) per rivivere davanti a una folla di curiosi spettatori un rito, chiamato sankin kotai, istituito nel periodo dello shogunato Tokugawa.

Per prevenire disordini e ribellioni nelle terre dominate, infatti, ai signori feudali venne imposto un continuo spostamento fra Edo (oggi, Tokyo) e le regioni secondarie: il festival rievoca, appunto, questa tradizione.

L’appuntamento è per le 10 del 3 novembre al Tempio Sounji per una sfilata di circa 6 km che si conclude presso lo Yumoto Onsen, animata dalla musica delle bande e dalle danze delle geigi: naturalmente, non dimenticate di concedervi un bagno nell’Onsen per rigenerarvi e festeggiare l’anno nuovo!

Karatsu Kunchi Matsuri

Se sarete dalle parti di Fukuoka (a circa 3 ore di treno da Tokyo), allungatevi a Karatsu per assistere al Karatsu Kunchi Matsuri (distante circa 70-80 minuti dalla stazione Hakata di Fukuoka), dove dei carri enormi (alti quasi 7 metri), con rifiniture dorate e argentate, incantano la folla nei giorni dal 2 al 4 novembre.

Giganteschi leoni e samurai, orate e draghi, dei veri e propri capolavori dell’artigianato locale, capaci di resistere anche al logorio del tempo (c’è un carro che risale al 1819!), vengono fatti sfilare sulla spiaggia di Nishinohama nel secondo giorno e, incitati dalla folla e con il rullare dei tamburi, lasciano proprio tutti a bocca aperta: non è un caso che questo festival, la cui tradizione risale a 400 anni fa, sia un annoverato nel patrimonio culturale del Giappone.

Tori no hi: festa del Gallo

In partenza per il Giappone, avrete lasciato i commercianti in fermento per le feste natalizie, giunti nel Paese del Sol Levante vedrete che sono in corso le celebrazioni per il nuovo anno: tranquilli, non sarà volato così tanto tempo da essere già arrivati alla notte del 31 dicembre, ma sarà solo l’11 novembre (il giorno esatto varia ogni anno), giorno del gallo (Tori-no-ichi), in cui si celebra l’inizio del nuovo anno.

A novembre, dunque, secondo il calendario del Periodo Edo, si festeggia il giorno del Gallo, ogni 12 giorni. Solitamente i giorni di festa sono 2, ma qualche volta capita che siano 3. Quest’anno, nel 2016, il Tori no hi si festeggia l’11 e il 23 novembre ed è a Tokyo la festa originaria, sin dal periodo Edo, esattamente a Taito-ku, vicino ad Asakusa, presso il santuario Ōtori (circa 8 minuti a piedi dalla stazione Iriya, Shitaya Gate – Exit 4), sulla linea della Tokyo Metro Hibiya, oppure presso il tempio Chokokuji.
La festa continua fino a mezzanotte con i kumade (rastrelli portafortuna) decorati d’oro e d’argento, venduti presso i santuari e i templi del quartiere.

Potrete festeggiare anche presso il santuario Hanazono a Shinjuku e al Kitano a Nakano, mentre a Shinagawa presso il santuario Ebara.

Shichi Go San Festival

Durante il weekend centrale di novembre (15 e 16 o il weekend vicino a questi giorni), i bambini giapponesi si apprestano a vivere uno dei momenti più emozionanti della loro infanzia: a Tokyo, in occasione del Shichi-Go-San Festival, ai maschietti che compiono nell’anno i 3 e i 5 anni e alle femminucce che compiono i 3 e i 7 anni è permesso di vestirsi con abiti “da grandi”; queste età, in passato, erano considerate traguardi molto importanti: quando la mortalità infantile era elevata, raggiungere e superare questi ostacoli era un vero successo.

Fortunatamente, oggi le cose vanno diversamente, ma la tradizione è rimasta ed è quanto mai tenero vedere bambine che vestono un kimono tramandato di generazione in generazione dalla famiglia e piccoli ometti vestiti con le giacche haori e i pantaloni hakama trotterellare in giro tutti felici!

L’usanza vuole che i bambini, accompagnati dai genitori, si rechino a un santuario a pregare gli dei per la loro salute e, al termine, come buon auspicio, i genitori regalino ai piccoli una candela con disegnati i simboli di longevità per i giapponesi, la tartaruga e una gru.

A Tokyo, il Santuario Meiji è la meta più gettonata e, a mezza mattina, è un vero pullulare di piccoli e piccole giapponesi vestiti come mamma e papà.

Annual Hachiōji Ichou Festa

A poco meno di un’ora dal Tokyo Station (36 minuti dalla stazione JR di Shinjuku), il 19 e il 20 novembre 2016 vi consiglio assolutamente di fare un salto nella piccola, quanto mai incantevole città di Hachiōji: qui si tiene la 36esima edizione dell’Annual Hachiōji Ichou Festa che non potrebbe essere cartolina migliore per l’autunno giapponese.

Cuore della città è il bellissimo viale alberato, lungo 4 km, con i maestosi alberi di ginkgo che incorniciano la popolazione in festa; diversi eventi animeranno questi due giorni, fra cui esibizioni di ballo e attività per bambini e la sfilata delle auto d’epoca.
Il 19 dalle 9 alle 17 e il 20 dalle 9 alle 16:30.

Kiku matsuri

Il 23 novembre, al santuario Yushima Tenjin (Tokyo), si conclude il Festival dei crisantemi (kiku matsuri), un vero e proprio omaggio a questo fiore, molto caro ai giapponesi e alla casa reale, simbolo di ricchezza, salute e ottimismo: nel corso del festival non mancano esposizioni floreali uniche che, dai vasi ai vestiti, rendono quanto mai onore a questo splendido fiore.

Kinro Kansha no Hi

Sempre il 23 novembre, in Giappone, è sia giorno della cultura che giorno dei lavoratori, ossia Kinro Kansha no Hi: in questa seconda accezione, i giapponesi rendono grazie per il lavoro che hanno svolto durante l’anno e per i frutti che ne hanno raccolto. La festa ha origini molto antiche e, in passato, era riferita ai frutti della terra (si chiamava Niinamesai): l’imperatore omaggiava gli dei con il primo riso raccolto.

Ancora oggi, la famiglia imperiale celebra Niinamesai in maniera privata, mentre i cittadini riflettono e ringraziano anche per i diritti umani e lavorativi che la Costituzione dal II dopo guerra garantisce loro.

Torneo di Sumo

Un ultimo appuntamento è il Torneo di Sumo, che a novembre si tiene a Fukuoka, dal 13 al 26 del mese di questo 2016.

Novembre in Giappone si preannuncia ricco ed emozionante, ma state pronti: è solo un anticipo di quello che sarà l’ultimo mese dell’anno…

 
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2 commenti

  1. Buongiorno,
    ma il 3 novembre, per la festa della cultura, potrei trovare molta confuzione se optassi per una gita in montagna (tipo Monte Takao) ?
    Come vivono il day off?
    grazie per l’aiuto

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