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Il racconto di Elena in Giappone

elena farinelli

Elena è una donna dai mille talenti che ama viaggiare e raccontare le sue esperienze sul suo blog Io amo i viaggi. Ha girato per l’Europa, per l’Asia, per l’Africa e per l’America, ma oggi ci parla del suo viaggio in Giappone.

1) Il tuo blog mi sembra davvero molto ben curato. Qual è la tua ricetta per proporre contenuti interessanti per gli utenti?
Cercare di immedesimarsi nei lettori: a cosa sono interessati, cosa vogliono sapere, che domande hanno in testa. E magari farli divertire o emozionare!

2) Quando ti trovi a partire per un viaggio a lungo raggio come ti comporti? Organizzi ogni cosa o parti gestendo tutto una volta in loco?

Mezzo e mezzo: a volte amo pianificare tutto, a volte mi limito a studiare la destinazione a grandi linee e poi improvvisare una volta arrivata li. Anche perché gli imprevisti ci sono sempre.
 Nel caso del Giappone ho fissato le prime notti a Tokyo e il treno (il Japan Rail Pass). Il resto ho fatto in loco.

3) Il Giappone a detta di molti è una terra meravigliosa, c’è qualcosa di questo luogo che ti ha affascinato in modo particolare?

Molte cose. Conoscevo bene il Giappone perché ho letto tanti libri e fumetti su questo paese, tuttavia è riuscito a sorprendermi per due cose. 

Una: la bontà del cibo. Molta più varietà e gusti rispetto a quanto arriva in Italia

Due: la grande organizzazione giapponese. Dai treni, ai bagni, a tutto ciò che è pubblico. Non c’è verso di sbagliare, perdersi o capire male (ovviamente se si parla il giapponese!) sono davvero precisi. Un Paese che viaggia a un’altra velocità rispetto alla nostra. E tutto nel massimo della gentilezza. Nessuno che ti risponde male, sgarbato o con stizza.

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4) In Giappone il galateo impone atteggiamenti molto diversi dai nostri. Ad esempio quello che in occidente è ormai una consuetudine, come soffiarsi il naso in pubblico, mangiare e bere camminando per strada o mettere in mostra i propri tatuaggi, nella terra del Sol Levante può essere interpretato come un segno di maleducazione. Tu come hai gestito questi divieti? È stato difficile abituarti a non tenere certi comportamenti?

Meno male che sapevo queste cose, altrimenti sai che figuracce… ogni tanto devi controllarti e pensare a loro… cose sciocche come gesticolare o toccare qualcuno per chiedere una informazione, potrebbe essere davvero scortese. Consiglio a chiunque debba partire, di studiare bene le abitudini giapponesi. Io penso di essermela cavata. Ma che ansia!

5) La cucina giapponese è famosa per il sushi e il sashimi, oltre a queste due pietanze cosa ci consigli di assaggiare?
Gli tsukune (spero di ricordare bene) ovvero deliziose polpettine di pollo e gli yakitori (spiedini di pollo). Da non perdere i dolcetti con la marmellata di fagioli di soia rossi (azuki).

6) Per quanto riguarda i mezzi di trasporto? Cosa ci suggerisci di usare per spostarci all’interno di una città? E per andare da una città all’altra?
Per muoversi fra le varie città la cosa migliore è il treno. Il mitico Shinkansen è qualcosa di fantastico… efficienza, pulizia, velocità. Dentro le città ci sono i trasporti locali. Io ho usato molto la metro a Tokyo. E’ divertente anche per guardarsi attorno.
Per il taxi devi parlare giapponese e saper contrattare la destinazione… quindi se non sei con uno di loro, lascia perdere!

7) Raccontaci qualcosa sulle architetture giapponesi, sono molto diverse da quelle occidentali?
Le cose più avveniristiche sono spesso opera di architetti europei o americani (un po’ come da noi succede il contrario), ma gli edifici antichi hanno un fascino incredibile. Adoro i torii (le porte di ingresso ai templi) che nella loro semplicità spiccano su ogni paesaggio. E i tetti tipici delle costruzioni storiche. Il tempio dorato e gli incredibili corridoi di Inari a Kyoto, e il Tori gigante a Miyajima non li scordero’ mai.
Il compromesso fra antico e moderno in Giappone è capace di assumere livelli estremi, forse è un po’ anche questo il fascino di questo Paese?

Grazie

 
Japan Rail Pass
 

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