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Il racconto di Giorgio sul Giappone

Giorgio è un ragazzo molto giovane, ma che ha all’attivo già diversi viaggi da raccontare e ne parla sul suo blog Wanderlustdaily.com.
Oltre alle sue storie e i suoi diari di viaggio, sul blog di Giorgio puoi trovare dettagliate e pratiche informazioni per organizzare al meglio la tua partenza, nonchè diverse guide di viaggio dell’Europa, dell’Asia e degli Stati Uniti.
Oggi ci parla della sua esperienza in Giappone.

Giorgio Nardini

1) Il tuo blog mi sembra davvero molto ben curato. Qual è la tua ricetta per proporre contenuti interessanti per gli utenti?
Grazie! Cerco sempre di trovare il giusto mix tra offerte, racconti di viaggio e guide utili. Bilanciando il tutto credo sia possibile ottenere un blog con contenuti che possano essere utili e interessanti. Il mio stile è abbastanza ironico e leggero, evito troppi giri di parole e vado dritto al dunque. Mi chiedo spesso: “cosa vorrei leggere quando cerco informazioni utili su una città?”.

2) Quando ti trovi a partire per un viaggio a lungo raggio come ti comporti? Organizzi ogni cosa o parti gestendo tutto una volta in loco?
Dipende. Un viaggio a New York non ha bisogno di molti preparativi, soprattutto se la durata è breve (una settimana). Questo vale anche per la maggior parte dei viaggi in cui si resta per tutta la durata. Per il Giappone o il Vietnam invece, essendo stati viaggi più articolati, ho pianificato l’itinerario con attenzione scegliendo le tappe fondamentali e controllando i costi degli spostamenti interni come treni e autobus. Per quanto riguarda invece i luoghi da visitare, mi organizzo il giorno prima in base agli orari delle attrazioni o alle condizioni meteo. L’importante è non sprecare tempo: il mio consiglio è quello di guardare la mappa e, partendo da un’attrazione, visitare quelle vicine.

3) Il Giappone a detta di molti è una terra meravigliosa, c’è qualcosa di questo luogo che ti ha affascinato in modo particolare?
La gentilezza delle persone è stata una delle cose che mi ha colpito sin dall’inizio. Molti, una volta chieste le indicazioni, mi hanno accompagnato alla fermata della metro o aiutato a fare il biglietto. Sono tutti molto disponibili. Parlando invece di posti ed esperienze, la cosa che più mi ha affascinato è stato il mio breve viaggio a Koyasan, una località montana a circa 3 ore da Osaka. È uno dei luoghi di culto più importanti in Giappone e ho avuto l’occasione di alloggiare in un tempio buddista per una notte. Il risuonare dei fu-rin nelle stanze e il pavimento in legno scricchiolante, creavano un’atmosfera unica. Consiglio a tutti un’esperienza simile.

Giappone

4) In Giappone il galateo impone atteggiamenti molto diversi dai nostri. Ad esempio quello che in occidente è ormai una consuetudine, come soffiarsi il naso in pubblico, mangiare e bere camminando per strada o mettere in mostra i propri tatuaggi, nella terra del Sol Levante può essere interpretato come un segno di maleducazione. Tu come hai gestito questi divieti? È stato difficile abituarti a non tenere certi comportamenti?
Sono dell’opinione che quando si viaggia, bisogna lasciare il proprio etnocentrismo a casa. Partire senza pregiudizi è utile per abituarsi facilmente al posto che si visita; basta “imitare” i locali – in metro, in autobus o al ristorante – e pian piano si riesce a capire cosa si può fare e cosa è meglio evitare.
Ahimè, mi è capitato di parlare in metro con il silenzio tombale e solo dopo mi sono accorto che ero l’unico. I giapponesi e molti altri popoli asiatici evitano di esternare le proprie emozioni. Per noi italiani non è facilissimo, ma basta trattenersi un po’.

5) La cucina giapponese è famosa per il sushi e il sashimi, oltre a queste due pietanze cosa ci consigli di assaggiare?

Devo ammettere che ho avuto difficoltà a trovare sushi a Kyoto. Qui infatti ho avuto modo di assaggiare purè, verdure fritte, verdure grigliate, spiedini di calamari fritti e tortini di patate. Sembrano cose occidentali, ma in realtà ero in un ristorante tipico a buffet trovato per caso e lontano dal centro, a circa 20 minuti a piedi dal tempio Kinkaku-ji. Ci sono anche moltissimi ristoranti nei quali si passa con il vassoio e si scelgono pesci fritti, alla griglia, zuppe e verdure.
 Da non perdere, soprattutto a Osaka, lo street food. Dotonbori è il posto giusto per assaggiare qualche specialità, come ad esempio i Takoyaki, delle “bombette” ripiene di calamari servite con salse a scelta e una spolverata di katsuobushi (tonnetto striato essiccato a scaglie).

6) Per quanto riguarda i mezzi di trasporto? Cosa ci suggerisci di usare per spostarci all’interno di una città? E per andare da una città all’altra?
I mezzi di trasporto in Giappone sono molto efficienti. Gli autobus arrivano ovunque e ci sono numerose compagnie diverse, prime fra tutti JR. Io facevo il biglietto di volta in volta, non ho acquistato nessun pass, né per la metro né per gli autobus. 
Per spostarsi da una città all’altra, c’è il famoso Shinkansen tra Osaka e Tokyo, ma io ho preferito usare un pullman per ammortizzare i costi. Il sito dove ho acquistato il biglietto da Osaka a Tokyo è willerexpress.com. Ci sono molti orari e tipologie di pullman, quello che ho scelto io aveva il sedile quasi del tutto reclinabile e poltrone comodissime; ho pagato circa 50€! Sul mio blog ho scritto una guida completa con tutti i costi e varie informazioni utili.

7) Raccontaci qualcosa sulle architetture giapponesi, sono molto diverse da quelle occidentali?
Certo, le case ad esempio sono molto diverse. Ricordo il paesaggio che vedevo dal finestrino della metro durante il tragitto tra l’aeroporto di Osaka e Kyoto. Casette piccole a due piani, strette, con giardino e piccoli balconi. Tetti neri, muri bianchi, alcune avevano delle fontane o dei laghetti molto curati. In città ci sono anche grandi grattacieli ovviamente, ma nascosti, si trovano anche templi che di moderno hanno ben poco.

Grazie

 
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