Furoshiki

Furoshiki giapponese

Scrivi un commento per primo / di Alessandra Sanna / aggiornato: 24 Luglio 2021

Avete mai sentito parlare dei Furoshiki? Sono dei quadrati di stoffa colorati e decorati, usati comunemente in Giappone per trasportare qualsiasi tipo di cosa. Storicamente appartengono al periodo Edo, quando venivano utilizzati dalle persone che frequentavano i bagni pubblici per portare i vestiti.
Successivamente il Furoshiki si è adattato anche a molti altri usi.
Approfondiamo l’argomento e scopriamo non solo di cosa si tratta, ma anche quali sono le sue origini e come viene utilizzato nel Paese del Sol Levante.

Cos’è un Furoshiki

Il Furoshiki è un pezzo di stoffa di forma quadrata, colorato e decorato con cura, che in Giappone viene utilizzato fin dall’antichità per trasportare qualsiasi genere di cosa.
A prima vista sembra un comune pezzo di stoffa, ma poi è la piegatura a fare la differenza. Infatti il Furoshiki viene piegato e annodato in vari modi, così da adattarlo nel miglior modo possibile ad oggetti di ogni forma.

Origini del Furoshiki

La nascita del Furoshiki risale al periodo Edo. Alle origini, nel VII secolo, il Furoshiki aveva un doppio uso: serviva infatti alle persone che frequentavano i bagni pubblici sia per trasportare i vestiti puliti che come una sorta di tappetino su cui cambiarsi.

Successivamente le persone hanno iniziato ad utilizzare il Furoshiki anche per altre esigenze, con le dimensioni che sono cambiate adattandosi ai vari usi. I primi a sfruttarlo a livello commerciale furono i librai, che lo utilizzavano per avvolgere e trasportare i libri.

In Giappone molte famiglie tenevano in casa sotto al futon un Furoshiki con al suo interno degli articoli di prima necessità, di modo da essere pronti a scappare in casi di emergenza.
Se ci pensiamo bene, il Furoshiki può essere considerato come la prima ecobag al mondo. Recentemente in Giappone è stato promosso il suo utilizzo dal Ministro per l’Ambiente come alternativa green all’utilizzo delle borse di plastica.

Tipi di Furoshiki

Vengono utilizzati diversi tipi di materiali per la realizzazione dei Furoshiki, ed ovviamente con il tempo si sono evoluti. Il materiale più comune ed economico è il cotone, ma in vendita si trovano anche Furoshiki in garza, seta e in tessuti sintetici.
I pezzi di stoffa possono essere monocolore o presentare delle fantasie, con i più classici che si contraddistinguono con le stampe tipicamente orientali.

Per quanto riguarda le dimensioni, non esiste una misura standard per i Furoshiki, ma generalmente quella più comune che si trova in commercio è un quadrato di 45 centimetri per lato. Ci sono anche di misure molto grandi, che superano il metro per lato e che vengono utilizzati come coperte e tovaglie, oppure vengono appesi alle pareti come una tela.

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Come si usano i Furoshiki

Il Furoshiki viene utilizzato per trasportare ogni genere di cosa. Ci sono molte tecniche di piegatura che possono essere utilizzate, ognuna delle quali dona al Furoshiki un aspetto diverso.
Solitamente l’oggetto da avvolgere viene posizionato diagonalmente al centro del pezzo di stoffa, ed a quel punto si inizia ad avvolgerlo.

L’immagine qua sotto ci spiega quali sono le legature adatte a trasportare le bottiglie, quelle adatte ad imballare i libri e ad avvolgere oggetti di forma rotonda come ad esempio l’anguria. Nel corso degli anni in molti hanno iniziato ad utilizzarlo per realizzare delle bellissime confezioni regalo, ed in quei casi il materiale e le decorazioni diventano ancora più importanti perché danno quel tocco in più al pacchetto.
Il Furoshiki in molte occasioni viene utilizzato anche come elemento decorativo: c’è chi lo usa come una tovaglia per la tavola da pranzo e chi decide di appenderlo alle pareti di casa.

Esempi di piegatura dei Furoshiki
 

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